Abstracts

L = lavoro in extenso  A = abstract di congresso

 

L - Marchesini M, Marvelli S. Gobbo I, Accorsi CA. 2008. Alla ricerca di paesaggi carpigiani perduti. Il paesaggio vegetale, l’ambiente e l’economia ricostruiti attraverso le indagini polliniche. In: P. Bonacini P, Ori AM (a cura) "Storia di Carpi – La città e il territorio dalle origini all’affermazione dei Pio”, Vol. I. Carpi, Modena: Fondazione Cassa di Risparmio p 51-76.(ISBN 9788890414305) ARCHEOcarpologia ARCHEOpalinologia, ARCHEOxilologia BRIOpalinologia 

Abstract

Il Lavoro presenta una ricostruzione del paesaggio vegetale naturale e culturale del territorio di Carpi basato sull'analisi di 10 campioni archeopalinologici da due siti (5 di età romana dallo scavo di Fossoli e 5 di età medievale/moderna dallo scavo di Carpi – centro città), più 2 campioni recenti di controllo - (muschi). La cronologia, su base archeologica, va dal II-I sec. a.C. alla metà del XV - inizio XVII sec. d.C. Le concentrazioni polliniche sono buone (103 – 105 p/g nei campioni archeologici, 105 – 106 p/g nei muschi p = granuli pollinici) e lo stato di conservazione dei reperti buono-ottimo. Sono stati identficati ca. 900 p/camp., ca 10.000 p/totale. La flora pollinica è ricca (oltre 300 taxa, 108 alberi/arbusti/liane, 178 erbe). L’analisi ha fornito cinque flash sul paesaggio dal periodo romano ad oggi. Il paesaggio mostra deforestazioni accentuatesi dal periodo romano al XVII secolo, poi il processo si inverte, coerentemente con l’abbandono delle aree collinari e montane, con le politiche di tutela e conservazione del patrimonio naturale e con l’incremento delle aree verdi urbane. Il polline delle piante arboree e arbustive, da 21% nel periodo romano scende a 17% dal basso medioevo al XVII secolo e risale al 52% nell’attuale. Togliendo dalla copertura forestale le piante coltivate, i numeri diventano rispettivamente 20%, 13% e 28%. Il bosco è caratterizzato dai querceti, soprattutto dal querceto planiziario a farnia. Le conifere sono scarse. Il paesaggio passato è intersecato da ambienti umidi con una ricca fitodiversità di igro-/elo-/idrofite, che nelle immagini polliniche attuali è decimata. I paesaggi sono culturali, a fisionomia agricola/abitativa, con attività varie e fiorenti: campi di cereali, con orzo e grano costanti,e avena, segale, fagopiro occasionali; colture perl’attività tessile: canapa, lino e cardo dei lanaiuoli; orti-giardini, modesti quelli romani, lussureggianti quelli medievali - rinascimentali, tutti comunque più fiorenti rispetto a quelli striminziti degli spettri pollinici recenti. Gli orti-giardini tra Medioevo e Rinascimento mostrano molte piante: erbe aromatiche/medicinali (altea, anice, camomilla, cerfoglio, coriandolo, cumino tedesco, finocchio, luppolo, menta, rosmarino, senape, valeriana), ortaggi (aglio/cipolla, bietola, carota, cicoria, lattuga, sedano, melone, valerianella), alberi/arbusti da frutto (albicocco, ciliegio, corniolo, fico, giuggiolo, mareno, melo, melo cotogno, gelso, nocciolo, noce, olivo, pero, ribes, pino da pinoli, vite) alberi/liane da ornamento/ombra e fiori, specialmente rose e ciclamini, con qualche bellezza inquietante (aconito, digitale, mughetto). Gli antichi paesaggi culturali suggeriscono pratiche per la trasformazione dei prodotti agricoli: trebbiatura, battitura, molitura e immagazzinamento dei cereali, trasformazione dell’uva in vino, preparazione di mostarde, marmellate, gelatine, conservazione della frutta, lavorazione dei tessuti. Gli abitanti di Carpi, risultano aver formato una società articolata e tecnologicamente evoluta in merito al governo del territorio, con un tenore di vita che, particolarmente nel periodo dal basso medioevo al XVI secolo appare agiato.